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dal romanzo Malus di N.L.M.Latteri Scholten
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Chiacchiere dal castello di Tenebricus
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Noi siamo i personaggi del romanzo Malus di N.Latteri Scholten. Ovviamente il romanzo è coperto da copyright su testo e immagini.
Puoi leggere i primi capitoli qui: ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=992279

*

 Pur essendo un romanzo ironico e giocoso Malus è uno specchio usato per mettere in luce i gravi pericoli che minacciano il nostro mondo e la nostra società, è al tempo stesso un deciso e mordace attacco ai poteri forti, alle loro maschere ed ai metodi nascosti usati per ridurre il mondo, ed in particolare i giovani, al silenzio e non fare capire cosa stia realmente accadendo e per quali vie si stia realizzando.
Clicka sul lupo e ci troverai x_95e65b2 ci trovate anche sul nostro Blog principale http://mostriciattoli2.blogspot.com http://n-latteri-scholten.blogspot.it http://http://www.nlatterischolten.eu/word http://mostriciattolion-line.myblog.it Facebook: https://www.facebook.com/NLatteriScholten?


 

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Diario
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2 dicembre 2011

Malus I. Lo scoccare delle ore 11.

 

« Veramente volevo sapere, se la vostra specie ha un no­me
».

« Che cos' è una specie? ».

« Il vostro tipo di mostruosità, come si chiama? »

« Terrificante! » Le rispose il mostro più vicino, ma si
prese un pugno per non avere capito a che cosa si riferiva la ragazza.

« Noi non abbiamo un nome », le disse tristemente 27
ingoiando con un singhiozzo la bava che gli colava dagli angoli della bocca.

« Signora, si può essere dei mostri non avendo un nome? »
s’infornò ansioso un altro.

« Potresti chiedere al padrone di darci un nome?

Desirée annuì, pur avendo il presentimento, che se fino ad
allora il Prin­cipe della Notte non aveva ritenuto necessario dare un nome alle
sue creature, probabilmente non lo avrebbe fatto nemmeno in futuro.

Così ripresero il cammino, con i mostri che, eccitati
dall’idea di potere avere un nome, iniziarono a inventarne innumerevoli, senza
pe­rò riuscire a trovare un vago accordo nemmeno sul genere di nome che
volevano.

La sala del trono costi­tuiva il nucleo cen­trale intorno al
quale si svi­luppava l’intera costruzione, con la sua altezza eccezionale
determinava le dimen­sioni e la posizione degli appartamenti privati, che si
trovavano ai piani immedia­tamente superiori

Desirée e i mostriciattoli dovettero scendere diverse scale
per raggiungerne il livello dell’entrata
posta alla fine di un lungo e buio corridoio con minacciose statue in armatura
addossate alle pareti, che con la loro mole intimidivano chiunque si fosse
soffermato dinanzi a loro, perché inquietantemente realistiche, nell’ombra di ognuna aleggiava silenzioso un Alp.

Ai lati del portale sedevano due leoni di granito nero,
quasi sfingi imprigionate nella pietra pronte a scattare in avanti. Risalirono
intimiditi gli scalini guardandosi prudentemente dalle due belve che pur
essendo di pietra sembravano seguirli con lo sguardo con le fauci fameliche
socchiuse pronte ad azzannare.

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